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News

IL FISCO NON PUO' FARE GLI INTERROGATORI A SORPRESA

Il fornaio viene convocato dal "Fisco" e sottoposto a un questionario. Il verbale non può essere usato come prova. Secondo la Commissione Tributaria si Reggio Emilia (Sentenza 38/2/2017).
La procedura corretta è quella che prevede un termine di 15 giorni per consentire al contribuente di rispondere nonchè di farsi rappresentare da un terzo ad esempio dal proprio avvocato. Procedura non rispettata e verbale annullato.
Chi chiede la RATEIZZAZIONE per le cartelle di pagamento (ad esempio equitalia) ha diritto se lo ritiene di IMPUGNARE la stessa cartella e contestarne la legittimità. (Corte di Cassazione n. 3347/2017)

LA TASSA SUL PERMESSO DI SOGGIORNO VA RIMBORSATA

Questa è la statuizione del Tribunale di Milano (n.r.g. 6342/2016) che ha accolto il ricorso di alcuni extracomunitari che avevano pagato l'importo necessario per il rinnovo del permesso di soggiorno (dagli € 80,00 ai € 200,00).
La decisione confermata anche dal Tribunale di Napoli ha origine dalla decisione della Corte di Giustizia Europea e mette nelle condizioni tutti coloro che hanno pagato questo tributo di chiederne il rimborso.
Tratto dal provvedimento del Tribunale di Milano: ”accerta la discriminazione nei confronti dei ricorrenti, posta in essere dalle amministrazioni convenute”.
Direttiva 2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003, relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo.

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REGISTRARE UNA SOCIETA' ITALIANA IN RUSSIA

Grandi opportunità per le aziende italiane in Russia e nell'area di libero scambio che comprende Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan (i membri dell'Unione Economica Eurasiatica).
Incentivi decennali, per chi crea lavoro in Russia, e agevolazioni per le società con sede russa come fornitori delle aziende a partecipazione pubbliche a scapito di quelle estere.
Tanti motivi per sapersi adattare come già fanno francesi e tedeschi e accettare le regole per sviluppare i propri investimenti.
Sempre obbligatorio tradurre il sito internet e il materiale aziendale in russo, per ottenere le dovute certificazioni.
* LO SVANTAGGIO per chi non ha la sede in Russia di avere un rimborso del 15% sul prezzo di aggiudicazione dell'appalto.
* Vi è inoltre l'obbligo di tradurre il sito internet e il materiale aziendale in russo, per ottenere le dovute certificazioni.

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PER L'ANATOCISMO NON FIRMO!

Dopo un primo recente restyling nel 2013, col DL. n. 18/2016, convertito in legge n. 49/2016, siamo approdati ad una nuova versione dell'art. 120, comma 2, TUB.
Le modifiche riguardano le lettere a e b del secondo comma della norma in commento, in vigore dal 15 aprile 2016, che così oggi dispongono:

  • a) nei rapporti di conto corrente o di conto di pagamento sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori, comunque non inferiore ad un anno; gli interessi sono conteggiati il 31 dicembre di ciascun anno e, in ogni caso, al termine del rapporto per cui sono dovuti;
  • b) gli interessi debitori maturati, ivi compresi quelli relativi a finanziamenti a valere su carte di credito, non possono produrre interessi ulteriori, salvo quelli di mora, e sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale; per le aperture di credito regolate in conto corrente e in conto di pagamento, per gli sconfinamenti anche in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido:
    • 1) gli interessi debitori sono conteggiati al 31 dicembre e divengono esigibili il 1º marzo dell'anno successivo a quello in cui sono maturati; nel caso di chiusura definitiva del rapporto, gli interessi sono immediatamente esigibili;
    • 2) il cliente può autorizzare, anche preventivamente, l'addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi divengono esigibili; in questo caso la somma addebitata è considerata sorte capitale; l'autorizzazione è revocabile in ogni momento, purché prima che l'addebito abbia avuto luogo”.

Ebbene, fin dalla prima modifica del 2003, l'intento del legislatore era quello di prevedere un generale divieto di capitalizzazione periodica degli interessi (ovvero l'anatocismo), così innovando rispetto al passato in cui tale norma disponeva, invece, la legittimità dell'anatocismo a condizione che vi fosse pari periodicità fra interessi a debito ed a credito.

Tale intento non sembra però – per come vedremo – raggiunto, reintroducendosi anzi l'anatocismo. Vediamo nel dettaglio.

La lettera a

E' introdotta la periodicità annuale per la liquidazione degli interessi sia a credito che a debito. Così facendo si impone agli Istituti di Credito di non applicare – come sempre avvenuto – una periodicità libera (trimestrale o semestrale). Il conteggio di tali interessi è previsto al 31 dicembre di ciascun anno e, in ogni caso, al termine del rapporto qualora la cessazione intervenga anteriormente.

La lettera b

Prima parte

E' previsto pari trattamento per tutti gli interessi debitori anche se riguardano finanziamenti concessi dalle Banche per carte di credito (ivi incluse, quindi, le famigerate “revolving” caratterizzate da tassi di interesse assolutamente consistenti). Tali interessi non possono produrre interessi ulteriori “salvo” (l'inciso che segue non è di poco conto) “quelli di mora” e devono pertanto essere calcolati esclusivamente sulla sorte capitale.

Appunto, come detto, la novità della norma che fa salva la produzione degli interessi di mora sembra rappresentare un'eccezione ed un'inversione di marcia rispetto al divieto di anatocismo e così il ripristino della possibilità per le Banche di calcolare interessi sugli interessi. Ciò ammenochè l'emananda delibera CICR non faccia chiarezza sul punto, sgombrando così il campo da tale eventualità.

Seconda parte

E' disposto che, solo ed esclusivamente in caso di rapporti di apertura di credito in conto corrente ed in conto di pagamento, ed in presenza di sconfinamento extra fido o in assenza di fido, gli interessi debitori siano conteggiati al 31 dicembre e diventino esigibili il primo marzo dell'anno successivo. Ciò, tranne il caso di chiusura definitiva del rapporto in cui, invece, gli interessi debitori sono immediatamente esigibili.
Tale norma consente poi al correntista (questa la novità di assoluto rilievo) di autorizzare (o meno) l'addebito degli interessi sul conto corrente al momento in cui questi diventano esigibili (ovvero, come sopra detto, il primo marzo di ogni anno o al momento della chiusura del conto).
Tale “facoltà” per la ben nota disparità di forza (contrattuale) fra le due parti sicuramente diventerà un “obbligo” senza il quale l'Istituto non consentirà apertura alcuna.
L'autorizzazione il correntista può dare “anche preventivamente” (e così prima della scadenza, a differenza di quanto previsto dall'art. 1283 c.c.). In tal modo tali interessi vengono trasformati in sorte capitale, produttiva a sua volta di ulteriori interessi.
Tale autorizzazione è revocabile in ogni momento, purché effettuata prima dell'addebito.

Ma il correntista può anche non autorizzare tale addebito. In tale ipotesi, al fine di evitare gli effetti della capitalizzazione composta degli interessi (e così compensare l'addebito), può effettuare sul conto un versamento di importo pari o superiore rispetto a quello degli interessi.

Ma tale normativa è di immediata applicazione oppure occorre attendere la delibera del CICR (Comitato Interministeriale del Credito e Risparmio)?
Come accaduto per la precedente versione 2013 dell'art. 210 TUB si pone il problema della sua immediata applicazione (o meno) in assenza della delibera CICR; CICR al quale anche in questa occasione è stata affidata ampia delega rispetto a “modalità e criteri” per la “produzione di interessi”.
Nella precedente versione della norma oggi esaminata era piuttosto chiaro l'intento (in effetti riuscito) di vietare l'anatocismo e, quindi, preferibile l'orientamento (peraltro maggioritario) di quei giudici di merito che propendevano per l'immediata applicazione della norma in questione, ritenendo che l'intervento del CICR dovesse essere limitato all'assunzione di norme relative agli aspetti tecnico contabili.

Oggi, però, la questione sembrerebbe diversa, non scorgendosi in effetti nella nuova formulazione dell'art. 120 TUB un divieto di capitalizzazione degli interessi, ma semmai proprio il contrario.
Indi a nostro avviso stavolta sarebbe preferibile attendere l'emanazione della delibera CICR prima di darvi concreta attuazione.

L'intervento della Corte Costituzionale

Alla luce di quanto sopra è forse auspicabile un intervento della Corte Costituzionale in quella che pare una reintroduzione, a tutti gli effetti, dell'anatocismo.

Vittoria per le vittime del talidomide

Finalmente il parlamento italiano ha posto rimedio alla grave ingiustizia del dettato dell'art 31, comma 1 bis, legge 207 del 2008 che riconosceva l'indennizzo solo ai nati dal 1959 al 1965. Tale articolo palesemente anticostituzionale è stato riformulato dalla legge del 7 agosto 2016 n. 160 che ha convertito con modificazioni il decreto legge 24 giugno 2016 n. 113 in cui si riconosce la medesima prestazione anche a coloro che sono nati nel 1959 e nel 1965. La stessa legge prevede il riconoscimento della prestazione anche ai soggetti nati prima del 1959 e dopo il 1965, che dovranno però attendere il regolamento ministeriale che dovrebbe essere emanato entro sei mesi per poter presentare la relativa domanda. Resta quindi da attendere il contenuto di questo regolamento per verificare in cosa consisteranno i criteri medico-scientifici necessari ai fini dell'accoglimento delle domande.

In conclusione:

  • hanno diritto all'indennità come vittime del talidomide coloro che sono nati nell'intervallo tra il 1958 e il 1966.
  • avranno diritto alla medesima indennità anche coloro che sono nati prima o dopo queste date ma potranno presentare la domanda solo dopo l'emanazione del nuovo regolamento ministeriale e nel rispetto dei nuovi requisiti medico-scientifici richiesti.
  • in tutti i casi la prestazione decorrerà solo dal 21.8.2016.

Malattie Professionali - Concerie

I lavoratori delle concerie sono a contatto con numerose sostanze chimiche altamente tossiche che possono generare numerose malattie professionali.

Secondo uno studio scientifico della USL della Regine Toscana nella zona della Provincia di Pisa in cui sono numerose aziende che lavorano il pellame le malattie più frequenti sono: patologie muscolo scheletriche, dermatiti, ipoacusie, malattie respiratorie e neoplastiche ai seni nasali e alla vescica. E' interesse quindi del lavoratore che ha simili esperienze lavorative di fare i relativi controlli sanitari e procedere con la richiesta all'Inail - generalmente tramite un patronato - di malattia professionale.


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